Enrico IV salì sul trono d'Inghilterra, con sua grande soddisfazione, nell'anno 1399…
Si deve supporre che Enrico fosse sposato, dal momento che sappiamo di certo che ebbe quattro figli, ma non è in mio potere informare il lettore su chi fosse sua moglie.

(da Jane Austen, "La storia d'Inghilterra dal regno di Enrico IV alla morte di Carlo I")

 

INQUADRAMENTO DIDATTICO METODOLOGICO

Il progetto si è avviato nell’ambito della istituzione dei Poli di Storia e di una serie di corsi di aggiornamento e formazione dei docenti finalizzati a rendere la storia, disciplina complessa e spesso ostica per gli studenti, più vicina all’interesse, alle facoltà e alle strutture mentali delle ragazze e dei ragazzi delle scuole superiori oggi. I Poli, consesso di più istituti guidati da un capofila, hanno ricevuto sufficienti finanziamenti, per organizzare corsi, acquistare materiale, organizzare sperimentazioni didattiche. Quest’ultima è stata la scelta fondamentale del Polo degli ITC della Provinca di Udine a cui si sono aggragate la scuola Media “Valussi” e la Elementare “IV Novembre”.

L’idea di organizzare un laboratorio di ricerca storica è partito da un gruppo degli Insegnanti dell’ ITC “Zanon”. Abbiamo pensato di coinvolgere gli studenti e le studentesse direttamente in un laboratorio, rendendoli in prima persona attivi nel lavoro dello storico ed essi stessi scrittori di pagine di storia. Non poteva che trattarsi di un'indagine sul territorio, sia per l’interesse che ricercare i dati riguardo al proprio ambiente di vita può stimolare, sia perché fonti, materiali, dati, risorse sono più facilmente reperibili. Abbiamo poi contestualizzato la vicenda singola, o il dato locale inserendolo nel complesso della storia nazionale italiana e sovranazionale, affinche i giovani possano comprendere la complessità, ma anche il fascino dell'intrecciarsi delle vicende umane. Non si poteva non partire dall'oggi e andare a ritroso nel tempo perché si possa leggere e decifrare il proprio contesto economico, sociale e culturale ed il proprio periodo storico e in essi impare a muoversi, dopo aver appreso e sperimentato chiavi di lettura, per poi nella ricostruzione del passato trovare cause e motivi che spieghino i fenomeni e ne individuino cause e concatenazioni. La scelta è ricaduta su un'indagine basata sulla storiografia "di genere" perché si tratta di una metodologia innovativa, che si struttura tramite l'intervista intesa come racconto di vita, il documento privato ( la lettera, il diario, la busta paga, il titolo di studio, il contratto…), l'immagine fotografica e iconografica e il confronto tra questi documenti e i dati ufficiali. Abbiamo ritenuto più efficace questo tipo di approccio diretto, più affettivo e "caldo" più vicino alla sensibilità dell'adolescente e alla fine coinvolgente. Ogni studente si è sentito protagonista del proprio lavoro come tassello fondamentale per la ricostruzione complessiva e la comprensione di una storia non solo particolare ma anche globale.

Questa ricerca ha conseguito lo sviluppo di abilità sociali quali la messa in comune di idee, il confronto di opinioni, lo scambio di dati e informazioni, la capacità di inferire, di sintezzare e di argomentare le propie idee in maniera collaborativa e democratica. Questo approccio ha permesso di rimettere in discussione precedenti idee preconcette, pregiudizi e stereotipi per rielaborare una propria identità e una più matura e consapevole concezione della vita. L'attività si è avviata inizialmente cercando di ricostruire il quadro storico ed economico del Friuli dall'oggi al primo dopoguerra, di approfondire l'epistemologia e la metodologia della storia di genere, focalizzando l'attenzione soprattutto sull'intervista, con il coinvolgimento di esperti. Ciò ha favorito i primi approcci tra insegnanti e studentidi scuole e realtà diverse e consolidato i rapporti.Ogni classe ha poi avviato il propio lavoro, incontri regolari tra i docenti e più rari, ma comunque costanti tra gli studenti hanno permesso di procedere in parallelo, malgrado le diversità delle situazioni (ore di lezione per classe, possibilità di fruire di ore dell'area di integrazione, facilità di accesso alle fonti, coinvolgimento di altri insegnanti del Consiglio di classe) e di arrivare comunque alla fine del triennio con un prodotto finale Il primo lavoro è stato individuare i soggetti da cui partire e intervistarli. I questionari sono stati elaborati in classe in gruppi di lavoro. Abbiamo scelto, d'accordo con gli studenti di intervistare donne nell'ambito della famiglia o delle conoscenze dirette di ognuno. Dal punto di vista didattico e affettivo la scelta ha sortito risultati poisitivi. Gli studenti attraverso l'intervista alle donne della loro famiglia, madri, nonne, zie, hanno ricostruito le loro vicende private e si sono coinvolti affettivamente. I dati delle interviste comunque nel momento della sintesi e della valutazione finali si sono rivelati molto ricchi, confrontati tra di loro hanno permesso di ricostruire un quadro omogeneo nell'ambito del territorio ed in linea con i dati istituzionale che nel confronto con le testimonianze dirette sono risultati maggiormente motivati e spiegati.

Il rapporto tra scuole di ordine diverso è stata una utile esperienza finalizzata a costruire curricoli in verticale, la collaborazione tra docenti ha permesso di discutere sui diversi approcci da tentare nei diversi ordini scolastici tenendo conto delle diverse finalità, dei diversi obiettivi, della diversa età dei discenti nella produzione di un lavoro organico.
E' stata evidente e costante in tutti gli istituti superiori la difficoltà di coinvolgere i consigli di classe nel lavoro, si è trattato in quasi tutti i casi di un' attività svolta esclusimanete dai docenti di Storia, in un Istituto soltanto ha collaborato un' insegnante delle discipline economiche.
L'attività ha permesso inoltre durante il suo svolgimento di ottenere alcune soddisfazioni anche esterne alla scuola, le due serie di trasmissioni radiofoniche registrate presso una radio locale, le interviste rilasciate alla stampa, gli incontri con gli esperti, hanno permesso ai giovani di sperimentare approcci con ambienti interessanti e non frequentati prima.

Paola Schiratti