Il
progetto si è avviato nell’ambito della istituzione dei
Poli di Storia e di una serie di corsi di aggiornamento e formazione
dei docenti finalizzati a rendere la storia, disciplina complessa
e spesso ostica per gli studenti, più vicina all’interesse,
alle facoltà e alle strutture mentali delle ragazze e dei ragazzi
delle scuole superiori oggi. I Poli, consesso di più istituti
guidati da un capofila, hanno ricevuto sufficienti finanziamenti,
per organizzare corsi, acquistare materiale, organizzare sperimentazioni
didattiche. Quest’ultima è stata la scelta fondamentale
del Polo degli ITC della Provinca di Udine a cui si sono aggragate
la scuola Media “Valussi” e la Elementare “IV Novembre”.
L’idea
di organizzare un laboratorio di ricerca storica è partito
da un gruppo degli Insegnanti dell’ ITC “Zanon”.
Abbiamo pensato di coinvolgere gli studenti e le studentesse direttamente
in un laboratorio, rendendoli in prima persona attivi nel lavoro dello
storico ed essi stessi scrittori di pagine di storia. Non poteva che
trattarsi di un'indagine sul territorio, sia per l’interesse
che ricercare i dati riguardo al proprio ambiente di vita può
stimolare, sia perché fonti, materiali, dati, risorse sono
più facilmente reperibili. Abbiamo poi contestualizzato la
vicenda singola, o il dato locale inserendolo nel complesso della
storia nazionale italiana e sovranazionale, affinche i giovani possano
comprendere la complessità, ma anche il fascino dell'intrecciarsi
delle vicende umane. Non si poteva non partire dall'oggi e andare
a ritroso nel tempo perché si possa leggere e decifrare il
proprio contesto economico, sociale e culturale ed il proprio periodo
storico e in essi impare a muoversi, dopo aver appreso e sperimentato
chiavi di lettura, per poi nella ricostruzione del passato trovare
cause e motivi che spieghino i fenomeni e ne individuino cause e concatenazioni.
La scelta è ricaduta su un'indagine basata sulla storiografia
"di genere" perché si tratta di una metodologia innovativa,
che si struttura tramite l'intervista intesa come racconto di vita,
il documento privato ( la lettera, il diario, la busta paga, il titolo
di studio, il contratto…), l'immagine fotografica e iconografica
e il confronto tra questi documenti e i dati ufficiali. Abbiamo ritenuto
più efficace questo tipo di approccio diretto, più affettivo
e "caldo" più vicino alla sensibilità dell'adolescente
e alla fine coinvolgente. Ogni studente si è sentito protagonista
del proprio lavoro come tassello fondamentale per la ricostruzione
complessiva e la comprensione di una storia non solo particolare ma
anche globale.
Questa
ricerca ha conseguito lo sviluppo di abilità sociali quali
la messa in comune di idee, il confronto di opinioni, lo scambio di
dati e informazioni, la capacità di inferire, di sintezzare
e di argomentare le propie idee in maniera collaborativa e democratica.
Questo approccio ha permesso di rimettere in discussione precedenti
idee preconcette, pregiudizi e stereotipi per rielaborare una propria
identità e una più matura e consapevole concezione della
vita. L'attività si è avviata inizialmente cercando
di ricostruire il quadro storico ed economico del Friuli dall'oggi
al primo dopoguerra, di approfondire l'epistemologia e la metodologia
della storia di genere, focalizzando l'attenzione soprattutto sull'intervista,
con il coinvolgimento di esperti. Ciò ha favorito i primi approcci
tra insegnanti e studentidi scuole e realtà diverse e consolidato
i rapporti.Ogni classe ha poi avviato il propio lavoro, incontri regolari
tra i docenti e più rari, ma comunque costanti tra gli studenti
hanno permesso di procedere in parallelo, malgrado le diversità
delle situazioni (ore di lezione per classe, possibilità di
fruire di ore dell'area di integrazione, facilità di accesso
alle fonti, coinvolgimento di altri insegnanti del Consiglio di classe)
e di arrivare comunque alla fine del triennio con un prodotto finale
Il primo lavoro è stato individuare i soggetti da cui partire
e intervistarli. I questionari sono stati elaborati in classe in gruppi
di lavoro. Abbiamo scelto, d'accordo con gli studenti di intervistare
donne nell'ambito della famiglia o delle conoscenze dirette di ognuno.
Dal punto di vista didattico e affettivo la scelta ha sortito risultati
poisitivi. Gli studenti attraverso l'intervista alle donne della loro
famiglia, madri, nonne, zie, hanno ricostruito le loro vicende private
e si sono coinvolti affettivamente. I dati delle interviste comunque
nel momento della sintesi e della valutazione finali si sono rivelati
molto ricchi, confrontati tra di loro hanno permesso di ricostruire
un quadro omogeneo nell'ambito del territorio ed in linea con i dati
istituzionale che nel confronto con le testimonianze dirette sono
risultati maggiormente motivati e spiegati.
Il
rapporto tra scuole di ordine diverso è stata una utile esperienza
finalizzata a costruire curricoli in verticale, la collaborazione
tra docenti ha permesso di discutere sui diversi approcci da tentare
nei diversi ordini scolastici tenendo conto delle diverse finalità,
dei diversi obiettivi, della diversa età dei discenti nella
produzione di un lavoro organico.
E' stata evidente e costante in tutti gli istituti superiori la difficoltà
di coinvolgere i consigli di classe nel lavoro, si è trattato
in quasi tutti i casi di un' attività svolta esclusimanete
dai docenti di Storia, in un Istituto soltanto ha collaborato un'
insegnante delle discipline economiche.
L'attività ha permesso inoltre durante il suo svolgimento di
ottenere alcune soddisfazioni anche esterne alla scuola, le due serie
di trasmissioni radiofoniche registrate presso una radio locale, le
interviste rilasciate alla stampa, gli incontri con gli esperti, hanno
permesso ai giovani di sperimentare approcci con ambienti interessanti
e non frequentati prima.
Paola
Schiratti
