Enrico IV salì sul trono d'Inghilterra, con sua grande soddisfazione, nell'anno 1399…
Si deve supporre che Enrico fosse sposato, dal momento che sappiamo di certo che ebbe quattro figli, ma non è in mio potere informare il lettore su chi fosse sua moglie.

(da Jane Austen, "La storia d'Inghilterra dal regno di Enrico IV alla morte di Carlo I")

FASCISMO E PICCOLA BORGHESIA RURALE
a cura di Perla Ciani - CLASSE 5A IGEA -ITC "V. MANZINI"

 

Subito dopo la Prima Guerra Mondiale ci fu un periodo di fermento fra contadini e lavoratori. I movimenti contadini si organizzarono per ottenere una riforma delle terre e delle migliori condizioni contrattuali, spesso con successo, e i sindacati aumentarono la loro presenza nelle grandi città. Spaventati, i piccoli borghesi ascoltavano con interesse crescente i politici esponenti del nuovo movimento fascista, che chiedevano cooperazione tra capitale e lavoro per il bene della nazione e, per ottenere questo, organizzarono squadre paramilitari per intimidire i leaders dei lavoratori. Quando arrivarono al controllo del governo negli anni '20 i fascisti seguirono politiche che favorivano le imprese private. Economicamente, questi furono anni di relativa prosperità per la piccola borghesia liberale, che ripagava il regime con il suo appoggio.

A S. Daniele, le cariche più importanti del governo locale erano ricoperte da influenti notabili, spesso massoni, e le cariche meno prestigiose erano detenute da membri meno importanti della piccola borghesia.

I primi anni del Fascismo furono caratterizzati da conflitti con la Chiesa, con gli oratori cattolici che se la prendevano con il socialismo ed il comunismo e mettevano in guardia dai pericoli della deposizione del liberalismo, mentre le squadre fasciste attaccavano le riunioni dei circoli politici come l'Azione Cattolica. L'antagonismo fra cattolici e piccoli borghesi liberali a S. Daniele è ben illustrato nel conflitto per un'iniziativa industriale cattolica. Nel 1921 l'arciprete di S. Daniele sollecitò l'aiuto dei parrocchiani per comprare delle macchine usate e costituire una fabbrica di pantofole nella Scuola Professionale Femminile, una locale scuola media per donne.

Portone di ingresso alla scuola professionale femminile

Lo scopo dell'iniziativa, come ricordato da varia gente del posto, era di portare le giovani ragazze "fuori dal controllo dei liberi imprenditori" e impiegarle in un "ambiente moralmente e d igienicamente sano", per ridurre la spinta dell'emigrazione verso la città ed il lavoro come domestiche, oltre che a generare delle entrate alla parrocchia. Su personale incentivo dell'arcivescovo di Udine, molte famiglie di S. Daniele firmarono delle cambiali per un cospicuo prestito.

Per molti anni, la fabbrica ebbe abbastanza successo ma, con l'avvento della depressione negli anni '30, ebbe tempi duri. Nel 1931 diffamata da industrie di scarpe rivali, dai cittadini, dalle autorità, amministrata da un "farabutto" ed oppressa dai debiti, l'impresa passò nelle mani di un amministratore. La bancarotta mise i membri della piccola borghesia contro la Chiesa e i suoi rappresentanti. Un gruppo di commercianti locali che non aveva firmato le cambiali, ora "avrebbe potuto evitare la bancarotta comprando l'impresa", amministrando la liquidazione, mentre il prete di S. Daniele era "combattuto slealmente dall'autorità civile e politica" e un numero di famiglie cattoliche di S. Daniele era gravato da schiaccianti debiti.