Nell'ultima porzione del 19° secolo la popolazione del Friuli, come
molta altra popolazione dell'Europa rurale, era cresciuta più
rapidamente di quanto abbia mai fatto prima o dopo d'allora. I contadini,
lottando per sopravvivere, in una sempre più affollata campagna,
frequentemente affiancavano alla vita rurale un lavoro in filande (quando
liberi) oppure un' emigrazione stagionale in fabbriche di mattoni o
luoghi del centro Europa. Meno di frequente si trasferivano definitivamente
in America. Le cose necessarie a questi contadini, come vestiti e suppellettili,
erano fatte da artigiani rurali, mentre un numero crescente di commercianti
riforniva, nelle città più grandi, i contadini più
ricchi, gli artigiani, la nobiltà rurale e la locale borghesia.
A partire da queste botteghe e da questi laboratori
rurali, formatisi per primi tra il 1870 e il 1930, le industrie iniziarono
a diffondersi a partire dal 1945.

All'industria calzaturiera di San Daniele, iniziata nel 1880, si era
affiancata a quella del prosciutto nata quando le drogherie avevano
incominciato a salare esteriormente e a conservare i prosciutti;
Giovanni Prolongo
nello
stesso periodo, la famiglia Fantoni, costruttrice di mobili, acquisì
un'importanza nazionale per la produzione di mobili per le classi italiane
più elevate (nello stile rinascimentale e in quello barocco),
per il clero (in stile neo-gotico) e per le esposizioni (in Art Nouveau).
