Le industrie del Friuli non avevano avuto un arresto totale durante
la Seconda Guerra Mondiale, neanche durante l'occupazione germanica.
Nonostante molti dei lavoratori venissero chiamati alle armi o esonerati
come fornitori, molti laboratori continuarono a lavorare , anche se
con minore forza lavoro. Altri sospesero semplicemente il lavoro e ripresero
nel 1945, chi meglio e chi peggio di quanto aveva fatto prima.
L'economia retrocesse in un livello di produzione precedente fino al
1950 ed il ritmo della produzione accelerò. Oggi, guardando indietro
a questo periodo, intraprendente, uno dei più famosi, va ricordato
come costoro "iniziarono dal niente".
Le nuove fabbriche, sorte tra il 1945 ed il 1964, è possibile
che possano proprio essere sorte dal niente, grazie alle capacità
ed all’intraprendenza di qualche persona.

Il
banco di confezione degli scarpets
I pochi imprenditori nel ramo delle pantofole che ripresero a lavorare
immediatamente dopo la guerra iniziarono veramente dal niente. Per loro,
la scelta era fatta in condizioni di disoccupazione e di fame. Più
della metà delle fabbriche di pantofole sono state fondate da
padri e figli o in altre combinazioni tra fratelli, cugini, nipoti,
zii e molto potevano lavorare le donne nei laboratori di casa. Quattro
fratelli, sopravvissuti alla guerra, iniziarono semplicemente cucendo
pantofole a casa con le mogli. Un impiegato di un laboratorio organizzò
una linea di produzione a casa con due sorelle, una cognata, due cugine
e una zia.
Spesso era più facile se genitori o parenti possedevano già
un laboratorio o una piccola bottega.
