Nelle
campagne la gente rispose alle opportunità offerte da questa
nuova società industriale secondo i modelli culturali formati
secondo il vecchio ordinamento agrario. Degli imprenditori del dopoguerra
sopravvissuti nell’area di S. Daniele, circa l’85% era nato
tra il 1920 e il 1950. Essendosi sviluppati nei poderi familiari, che
spesso erano affittati o messi a mezzadria da un ricco padrone, questi
imprenditori erano giunti a valorizzare soprattutto le unità
di famiglia e l’autonomia del capo-famiglia. Alla base di queste
ideologie c’era un ideale maschilista di autonomia, di non essere
mai soggetti all’autorità di un’altra persona. Essere
superiore all’umiliazione di dover elemosinare un lavoro o un
salario era il problema di orgoglio, di ottenere il rispetto dovuto
a uno che “ha creato se stesso”., con le proprie forze.

Per gli emigrati, che avevano lavorato da qualche
parte all’estero per più di trent’anni, l’oggetto
di questo orgoglio era la casa che avevano costruito nella loro madrepatria
per quando sarebbero andati in pensione. Per gli agricoltori, l’indipendenza
poteva significare comprare abbastanza terra e macchine per restare
contadini per tutta la vita. E per gli altri questo aspirazione ad avere
autorità e rispetto era espresso nel desiderio di essere direttori.
Come disse un artigiano “C’era un senso di orgoglio nell’avere
un’attività indipendente. Negli anni ’50 e ’60
c’era questa spinta ad emergere. Da quando era un bambino piccolo
ha sempre visto e sentito questo… Non appena qualcuno aveva la
minima opportunità, provava ad intraprendere qualcosa…
sia nell’agricoltura che nei vari settori artigianali e nelle
costruzioni. Il mercato offriva molto spazio”.

Questa propensione per attività indipendenti fu concepita e trasformata
dopo la metà degli anni ’60 dai modelli culturali urbani
che arrivavano tramite i mass media. La gente iniziò a comprare
televisori che sia risvegliarono bisogni di nuovi materiali, sia suggerirono
nuovi modi per soddisfarli. Secondo un operaio in pensione “il
divario tra quelli che erano andati a scuola, anche solo alle medie,
e il resto della popolazione c’era un’immensa differenza.
Ma con la TV.. la gente iniziò ad avere abbastanza cultura per
fase affari, per volere una casa migliore, e così ci fu una grande
spinta per gli affari, per la circolazione di denaro e per la possibilità
di aprire un’impresa.
