Mentre
un uomo era considerato il capofamiglia e generalmente aveva il principale
lavoro esterno, la figura coordinatrice e chiave nelle famiglie agricole
era la coltivatrice casalinga; lei era responsabile della stalla (nelle
famiglie che continuavano ad averne una) e da sola lei si impegnava
in quasi la metà delle ore totali del lavoro della fattoria,
oltre a cucinare e badare ai bambini. Il lavoro della fattoria era visto
come una parte integrante dei doveri domestici piuttosto che come un’attività
separata; le casalinghe tendevano ad identificare se stesse come casalinghe
piuttosto che come coltivatrici o contadine secondo i ricercatori dello
studio.

Anche i genitori anziani partecipano facendo per
3 o 2 ore al giorno piccoli lavori nell’orto, nella vigna e nella
stalla. I bambini generalmente iniziavano ad aiutare nel lavoro della
fattoria ad un’età precoce e continuavano fino a quando
un “buon lavoro” li liberava dai loro primi doveri. Per
di più il capofamiglia stesso di solito lavorava nel fine settimana
per 2 o 3 ore dopo il suo lavoro; lui era responsabile dei compiti che
riguardavano i macchinari pesanti, il contatto con i venditori e la
scelta del grano da seminare.

Questa economia delle famiglie semi-contadine immise sul mercato del
lavoro rurale uomini in età lavorativa che in periodi precedenti
sarebbero emigrati all’estero. Mentre in teoria loro dovevano
ricevere una paga misurata in base al loro servizio per sostenere la
famiglia, in pratica questa poteva essere considerevolmente più
bassa della paga di un operaio urbano perché le loro famiglie
erano molto di più autosufficienti. La partecipazione delle donne
al lavoro esterno seguiva una curva ad M con un picco nell’adolescenza,
una caduta nell’età fertile e un secondo picco nella tarda
mezza età.

operaie
durante una pausa
Mentre
vivevano a casa con i loro genitori, le ragazze adolescenti di solito
andavano a lavorare a 14 anni in una fabbrica di pantofole, come segretarie
o come impiegate in magazzino. Al matrimonio intorno ai 20 anni o dopo
(l’arrivo di bambini) loro abbandonavano il lavoro e diventavano
casalinghe-contadine a tempo pieno. In effetti poiché un buon
marito era per definizione un buon sostegno alla famiglia, la moglie
invece non era considerata indispensabile per lavorare. Nonostante ciò,
le mogli spesso tornavano a lavorare una volta che i figli erano cresciuti.
Poiché il lavoro delle donne era considerato complementare al
mantenimento delle famiglie, il livello delle loro paghe era più
basso degli uomini.
