Enrico IV salì sul trono d'Inghilterra, con sua grande soddisfazione, nell'anno 1399…
Si deve supporre che Enrico fosse sposato, dal momento che sappiamo di certo che ebbe quattro figli, ma non è in mio potere informare il lettore su chi fosse sua moglie.

(da Jane Austen, "La storia d'Inghilterra dal regno di Enrico IV alla morte di Carlo I")

UNO SVILUPPO ECONOMICO BASATO SULL’AGRICOLTURA
a cura di Aliuscia Buttazzoni
- CLASSE 5A IGEA -ITC "V. MANZINI"

 

Abbiamo visto che l’organizzazione industriale del Friuli si era fermata nella prima metà di questo secolo e che il suo sviluppo era ripreso negli anni del cosiddetto primo miracolo economico dell’Italia.

Se si chiedeva, comunque, molta gente in Friuli diceva che il decollo in realtà arrivò nella metà degli anni ’60; per loro fu allora che questo sviluppo, inteso in senso largo, diventò visibile e tangibile alla media famigliare della regione.

Fondamentale per questo sviluppo, sia come effetto che come causa, fu la trasformazione agricola. Avendo comprato la loro terra dagli ultimi discendenti della nobiltà locale, negli anni ’50, quando i prezzi erano più bassi, la maggior parte delle famiglie rurali ebbero titolo nella terra che lavoravano. Negli anni ’60 iniziarono, con l’aiuto di sussidi, ad acquistare macchinari agricoli; inizialmente trebbiatrici e imballatrici e poi, nell’ultimo decennio, le macchine più importanti. Queste, insieme ai nuovi fertilizzanti e alle nuove tecniche agricole, migliorarono i raccolti prodotti, benché riducessero drammaticamente l’aumento della manodopera necessaria a badare alla proprietà. Lavorando solo part-time, gli agricoltori produssero non solo per autoconsumo e baratti, ma anche per vendere ai distributori. Largamente liberi dal duro lavoro dell’agricoltura, i loro figli e figlie trovarono impiego nelle nuove industrie e servizi o aprirono piccoli affari in proprio.

Dal 1965 le possibilità di uno sviluppo economico continuo apparvero eccellenti: l’Italia era rimbalzata da una breve recessione con le industrie intatte e l’economia stava aumentando quasi velocemente come prima. In Friuli, le nuove fabbriche continuarono a creare impieghi riducendo la disoccupazione rurale e incitando gli emigrati a tornare. Quando questi lavori furono disponibili, il divario fra standard di vita tra Friuli e Nord Europa diminuì e i giovani diventarono meno inclini a emigrare nelle industrie della Germania e della Svizzera. La massiccia emigrazione di lavoratori disoccupati che negli anni ’50 aveva causato la diminuzione di un decimo della popolazione di alcune zone si abbassò e dal 1968 il ritorno degli emigranti superò le partenze.