Abbiamo
visto che l’organizzazione industriale del Friuli si era fermata
nella prima metà di questo secolo e che il suo sviluppo era ripreso
negli anni del cosiddetto primo miracolo economico dell’Italia.
Se si chiedeva, comunque, molta gente in Friuli
diceva che il decollo in realtà arrivò nella metà
degli anni ’60; per loro fu allora che questo sviluppo, inteso
in senso largo, diventò visibile e tangibile alla media famigliare
della regione.

Fondamentale per questo sviluppo, sia come effetto che come causa, fu
la trasformazione agricola. Avendo comprato la loro terra dagli ultimi
discendenti della nobiltà locale, negli anni ’50, quando
i prezzi erano più bassi, la maggior parte delle famiglie rurali
ebbero titolo nella terra che lavoravano. Negli anni ’60 iniziarono,
con l’aiuto di sussidi, ad acquistare macchinari agricoli; inizialmente
trebbiatrici e imballatrici e poi, nell’ultimo decennio, le macchine
più importanti. Queste, insieme ai nuovi fertilizzanti e alle
nuove tecniche agricole, migliorarono i raccolti prodotti, benché
riducessero drammaticamente l’aumento della manodopera necessaria
a badare alla proprietà. Lavorando solo part-time, gli agricoltori
produssero non solo per autoconsumo e baratti, ma anche per vendere
ai distributori. Largamente liberi dal duro lavoro dell’agricoltura,
i loro figli e figlie trovarono impiego nelle nuove industrie e servizi
o aprirono piccoli affari in proprio.

Dal 1965 le possibilità di uno sviluppo
economico continuo apparvero eccellenti: l’Italia era rimbalzata
da una breve recessione con le industrie intatte e l’economia
stava aumentando quasi velocemente come prima. In Friuli, le nuove fabbriche
continuarono a creare impieghi riducendo la disoccupazione rurale e
incitando gli emigrati a tornare. Quando questi lavori furono disponibili,
il divario fra standard di vita tra Friuli e Nord Europa diminuì
e i giovani diventarono meno inclini a emigrare nelle industrie della
Germania e della Svizzera. La massiccia emigrazione di lavoratori disoccupati
che negli anni ’50 aveva causato la diminuzione di un decimo della
popolazione di alcune zone si abbassò e dal 1968 il ritorno degli
emigranti superò le partenze.
