FORMAZIONE E LAVORO - DANIELA ETà: 50


CI PUÒ RACCONTARE DI QUANDO HA COMINCIATO A LAVORARE? INSOMMA: COME HA TROVATO IL PRIMO LAVORO, CHE DIFFICOLTÀ HA INCONTRATO, HA SUBITO DISCRIMINAZIONI?
Ho cominciato a lavorare a 14 anni nel mobilificio *** a Domanins, un paese vicino al mio; le difficoltà che ho incontrato sono state per lo più legate al fatto che ero una ra-gazzina in mezzo a tanti adulti, e quindi non potevo discutere e confrontarmi con loro perché avevano molta più esperienza di me ed erano più maturi. Per questo lavoro non ho dovuto sostenere alcun colloquio ma mi sono recata nell’ufficio del direttore, il posto era libero e quindi ho iniziato a lavorare. Bisogna precisare che non avevo un contratto perché ero troppo giovane, lavoravo in nero e quando passavano per il controllo noi ra-gazzi dovevamo nasconderci nei gabinetti o negli spogliatoi, ad ogni modo venivamo trattati abbastanza bene.

HA SVOLTO ALTRI LAVORI OLTRE A QUESTO? CI PUÒ RACCONTARE?
Dopo questo lavoro sono andata alla *** di San Martino, che era una fabbrica dove si costruivano biciclette. Io lavoravo nel reparto della verniciatura: il lavoro era molto pe-sante e neanche tanto salutare, comunque mi sono trovata molto bene perché c’era un buon rapporto tra operai e datori di lavoro. Mi ricordo che qualche volta dovevamo ri-manere a lavorare anche fino alle dieci, e quando avevamo finito i padroni ci offrivano delle paste e da bere. Inoltre c’erano sempre delle ricompense per i lavori extra. Era un bel modo di lavorare, non come quando mi sono trasferita qui a San Daniele e ho inizia-to al calzaturificio ***, dove si facevano pantofole e stivaletti. Lì i padroni ci maltratta-vano spesso, ci sgridavano perché non lavoravamo abbastanza in fretta, ci stavano sem-pre col fiato sul collo urlandoci: “Muovetevi, fate più svelti!”, pensate che contavano persino quante volte andavamo in bagno!!! Lì si lavorava fino alle sei e si tornava a casa per il pranzo. Le mansioni che svolgevo erano varie: ero in reparto rifinitura e quindi dovevo togliere la forma dalle scarpe finite, dovevo controllare che la pelle delle calza-ture fosse cucita nel verso giusto, ed infine le dovevo inscatolare. Confrontando poi i due stipendi, quello che percepivo a San Martino, per quei tempi era più alto rispetto a quello che mi davano in calzaturificio a San Daniele.

CI PUÒ PARLARE DEL SUO LAVORO ATTUALE?
Come già detto faccio la cuoca in un asilo. La mattina devo preparare il pranzo per 70 bambini, il pomeriggio, invece, devo lavare i piatti e pulire la scuola. Devo dire che que-sto, fra tutti i lavori che ho fatto finora, è quello in cui mi sento più realizzata. A dire il vero, l’ho scelto per necessità economica, ma mi piace molto, ho la possibilità di svilup-pare le mie capacità e la mia passione per la cucina, e nel frattempo guadagno qualcosa.