I RAPPORTI DI LAVORO - TERESA, ELIDE, BARBARA ETà: 38


COM’ERA IL RAPPORTO CON COLLEGHI E SUPERIORI?
Con i superiori “BUONGIORNO e BUONASERA e dire di SI’!” : BASTA!!! Non c’era quel gran dialogo, anche perché il titolare…ehm…non sbilanciamoci troppo! No, è una persona onestissima, però aveva le sue lune…e se capitavi nella luna sbagliata erano “....” tuoi. Essendoci solo lui come titolare, non riusciva a seguire tutto e doveva affidarsi ai vari “ca-pi”. Noi avevamo una “bastarda” con la B maiuscola di capo reparto che non la auguro a nessuno. Io non so se aveva una tangente su quello che facevamo, su quanto produce-vamo, o cosa: ma ti faceva scoppiare. E’ riuscita a far piangere donne di 50 anni; capisco le ragazzine di 15, ma non so se mi spiego…

IN CHE SENSO?
Non so come spiegarti! Non badava al fatto che c’era un lavoro un po’ più rognoso che ci dovevi stare dietro di più, a lei interessava solo fare, fare, bisognava fare quel tanto…e basta! Con i colleghi invece bene! Sì, c’erano quelle beghe ogni tanto, ma per il resto bene!
(Teresa)

MI PUÒ RACCONTARE IL MOMENTO IN CUI HA COMINCIATO A LAVORARE?
Ho lavorato nelle calzature, perché era l'unica possibilità per lavorare, e perché èra molto vicino a casa mia, e perciò ne traevo molto vantaggio. Ho iniziato, appena ho finito le scuole elementari, a dare una mano in casa, a tener bambini, perché ero troppo piccola per lavorare; ma appena ho compiuto 14 anni, ho iniziato col lavoro in fabbrica. Non ho dovuto affrontare nessun colloquio di assunzione, perché lavoro ce n’era in abbondanza; una mia parente mi ha segnalata al padrone e sono stata assunta sulla sua parola. Inizialmente é stata dura, perché mi pareva faticoso e non conoscevo il mestiere; in questo caso é sempre consigliabile star vicino a chi é esperto, per imparare i trucchi e non sbagliare.
Devo dire la verità, che essere donna non ha influito sul mio lavoro, perché nel settore in cui lavoravo vi erano quasi ed esclusivamente donne. Gli uomini avevano un ruolo molto diverso dal nostro: le donne cucivano, e gli uomini montavano le scarpe.

COME SI CHIAMA LA FABBRICA DOVE HA LAVORATO?
Era la fabbrica di Bruno Battigelli, ora però i proprietari sono morti e hanno lasciato spazio al figlio Renato.

SUL LAVORO VENIVA TRATTATA BENE, E CON RISPETTO?
Si, le persone all'interno dell'azienda e i datori di lavoro erano persone oneste e molto rispettose.
(Elide)

HA AVVERTITO QUALCHE FORMA DI DISCRIMINAZIONE?
Sì, in quegli anni là ce n’era tanta. Si veniva bistrattati se si sbagliava, non si teneva conto se uno era da poco lì o da molto, la colpa era solo tua.
(Barbara)