IL PERCORSO FORMATIVO - ANNA E ALTRE Anna: 72

Anna a. 72

A quanti anni hai iniziato a lavorare?

All’età di sei-sette anni ho iniziato ad aiutare in famiglia con piccoli lavori; badare ai fratelli più piccoli, rifare i letti, togliere l’erba nell’orto, aiutare la mamma nella stalla, dar da mangiare alle galline e ai conigli, lavare le masserie. Dopo la quinta elementare andavo ogni giorno con mia cugina nei campi dove coltivavamo vari tipi di verdure, il nostro lavoro consisteva nel raccoglierla, curarla e portarla in piazza per venderla. Mi piaceva andare al mercato perché là conoscevo molta gente, però mi sarebbe piaciuto avere un negozio tutto mio. Ho continuato con questo lavoro fino all’età di 19 anni, quando mi sono sposata.

Rosina a.72

Allora la scuola per una bambina non era per niente importante infatti veniva mandata a studiare giusto il minimo necessario per saper leggere, scrivere e fare qualche calcolo per potersela cavare nella vita.
Liliana a. 68

Solitamente alle figlie femmine venivano fatti terminare gli studi entro il periodo delle elementari poiché si riteneva che fosse meglio e più utile alla famiglia che queste svolgessero mansioni in ambito domestico o in alternativa che andassero a lavorare per contribuire al mantenimento della stessa, e molte volte permettere ai fratelli di proseguire gli studi.

Iole a. 80

Rapporto tra scuola e vita famigliare

Dopo la quarta elementare si andava dai nonni, perché essendo anziani avevano bisogno d’aiuto perché avevano due vitelli, a dieci anni ero già in grado di mungere le mucche. Si andava a scuola prima e dopo mezzogiorno a quei tempi, ma il giovedì pomeriggio eravamo liberi e quindi noi bambini andavamo a bruschià (raccogliere legna secca nella campagna) per poter fare fuoco


Nives a.76

La mia classe era parecchio numerosa (circa 25 alunni) e mista, ben equilibrata tra maschi e femmine. Per quanto riguarda la mia esperienza non c’era differenza tra i sessi, entrambi frequentavano la scuola con regolarità, anche se nel caso degli alunni di famiglia particolarmente povera i giorni di scuola si alternavano alle giornate di lavoro nei campi ad aiutare i genitori. Per queste persone ricordo che i testi e i quaderni venivano passati dallo Stato, dittatoriale in quegli anni.

Teresina a. 80

Attività svolte nell’ambito familiare.

Per aiutare la famiglia nella sua attività di agricoltori, ho tentato di svolgere alcune attività nei campi, ma il lavoro faticoso non era per me. Quindi mi dedicavo più a mestieri casalinghi.

Maria V. a.72

Attività svolte nell’ambito familiare.

I miei genitori non mi lasciavano tanto andare a giocare perché il tempo che perdevo giocando era utile per aiutare in casa

Ines a.71

CONDIZIONI ECONOMICHE DELLA FAMIGLIA

Erano condizioni modeste, ovvero “il pane non ci mancava”!
Nonostante ciò ho dovuto anch’io collaborare con i miei genitori: mi alzavo la mattina presto per aiutarli a preparare il pane, davo una mano nel distribuirlo per i vari negozi e non mi avanzava mai il tempo per andare a giocare!

Ivana a.

i miei genitori seguivano molto poco l'andamento scolastico…la scuola per una bambina era decisamente poco importante…i maschi avevano la precedenza negli studi, le femmine se non volevano continuare era un bene per la famiglia così potevano aiutare in casa.