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quanti anni hai iniziato a lavorare? Quali attività e lavori hai
svolto?
Prima di sposarmi ho lavorato per un breve periodo da Manzarotto a Codroipo,
in quella ditta si fabbricavano le bombe. C’erano dei bei capannoni
li e io lavoravo su delle bombe chiamate 105 (bombe per i cannoni) e picchiatello
(bombe per i caccia a forma cilindrica lunghe circa 20 cm). In tempo di
guerra quando in questa zona volavano i caccia utilizzando i picchiatelli
abbattevano i treni che uscivano dalla stazione di Basiliano. Ho smesso
di lavorare quando mi sono sposata a 20 anni, perché mio marito
era in guerra, e in casa i miei suoceri avevano bisogno di una donna loro
avevano solo mio marito come figlio e quindi erano restati soli. Non erano
tanto anziani ma avevano comunque bisogno di qualcuno che li aiutasse
con le mucche anche loro dovevano guadagnare qualcosa perché a
quei tempi non c’erano le pensioni. Ma loro non mi davano mai niente
e io per comprare qualcosa a mio figlio dovevo vendere delle borse che
facevo con i cartocci.
Ribadisco che facevo tutti i lavori di casa a mano e si andava a risciacquare
i panni nei canali anche quando c’era freddo. Per i bambini cercavo
anche di rammendare qualcosa di vecchio anche se poi durava poco. Comunque
dopo essermi sposata non ho mai lavorato.
Quali erano le condizioni di lavoro?
Quando lavoravo nei magazzini delle bombe era molto pericoloso. Quando
scoppiò la camera 141 io ero a casa. Ma uno di Variano, il paese
vicino, è rimasto ucciso come tanti. Dopo c’è stato
uno scoppio alla camera 149, io ero in una piccola saletta circondata
da terra con solo una piccola finestrella, eravamo in sette lì
dentro, ed era pericoloso infatti chi doveva entrare doveva bussare.
Io passando accanto ad una scatola mi sono provocata una sbucciatura,
e per fortuna sono dovuta andare a casa, se non mi fossi provocata quella
ferita sarei morta. In cambio quell’insignificante ferita mi causò
il tetano. I miei colleghi rimasti a lavorare sono morti tutti, erano
in sette: 5 uomini e 2 donne di cui una era incinta di quattro mesi. E’
morta. Se io non fossi stata a casa con il tetano sarei morta anch’io.
In questo posto ho lavorato per poco tempo circa 8 mesi poi mi sono sposata.
Quando lavoravo nel tabacco non facevo tanti sforzi dovevamo infilzarlo
quando era verde e poi lo mettevamo a seccare. L’inverno lo si sceglieva:
quello più bello quello più brutto, quello adatto per i
sigari e quello adatto per le sigarette. Non era un lavoro pesante quando
si infilzava il tabacco si stava seduti e quando si sceglieva si stava
in piedi ma non pesava.
Come hai trovato lavoro?
Ho trovato lavoro perché nella stessa casa a Milano ci lavorava
già mia sorella ma lei come cuoca io come cameriera e come bambinaia,
comunque mi hanno sempre trattato molto bene.
Attività svolte nell’ambito famigliare
Dato che i miei nonni possedevano delle mucche io li aiutavo. Aiutavo
soprattutto mia nonna nella stalla. La domenica, essendo mia madre severa,
dovevamo preparare la cena perché avevamo una mucca e la domenica
era lei che si occupava dell’animale e noi in cambio preparavamo
la cena con quello che si poteva sai a quei tempi c’era povertà.
Comunque in famiglia aiutavo mia madre nell’orto o a fare le pulizie
domestiche.
Carico orario dei lavori
spendere i miei pochi soldi stavo a casa a ricamare così si risparmiava.
Come utilizzavi il denaro?
Non ho mai posseduto quando ero bambina del denaro che fosse totalmente
mio, e per mangiare qualche castagna il giorno dei santi si andava a civons
(raccogliere le pannocchie restate a terra dopo aver raccolto il mais),
e se si trovava qualche pannocchia la si barattava con qualche castagna.
Si dava tanto per tanto; tante castagne in cambio di tante pannocchie.
Lavoravi in nero?
Non lavoravo in nero ero assunta regolarmente sia quando lavoravo nel
tabacco sia quando lavoravo nella fabbrica di bombe. Ero in regola avevo
anche il libretto di lavoro.
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