LA SINDACALI ZZAZIONE lorella, 42

Non ho avuto problemi a trovare lavoro, infatti nello stesso anno in cui ho finito scuola e dopo aver lavorato per tre mesi in un ristorante a Jesolo ho cominciato a lavorare alla Cogolo. L’ azienda era una delle più importanti del Friuli e a quell’ epoca contava circa 560 dipendenti.
All’ inizio della mia carriera lavorativa ero assunta presso la Cogolo. Per il primo anno lavoravo nel reparto “Rifinizione” dove la condizione non era delle più piacevoli. Ad un certo punto, decidono che il reparto deve adottare un’ altra strategia di lavoro e, poiché avevo un diploma professionale, mi viene chiesto di lavorare su questo aspetto. Però avevano promesso di passarmi impiegata dopo tre mesi, ma dopo sei ero sempre operaia e siccome avevo protestato, volevano rimandarmi in reparto così ho fatto causa sindacale all’ azienda. Gianni Cogolo in seguito mi convoca nel suo ufficio ed esponendo le mie ragioni la spunto.
Molti anni dopo vivo in prima persona la vicenda sull’ acquisizione degli stabilimenti di Torino e di Pescara, e cioè l’ epoca della maggior espansione del gruppo Cogolo. Ma un anno dopo comincia il calvario della lunga crisi, nella quale come tanti altri lavoratori mi trovo coinvolta. Ma nonostante avessi una famiglia e una figlia piccola non mi sono mai tirata indietro naturalmente senza mai trascurare la mia famiglia. Infatti per mesi operai e impiegati, tra i quali anche io, organizzano dei presidi a turno davanti al portone della Cogolo ventiquattro ore su ventiquattro. In seguito ci fu la cassa integrazione speciale e la mobilità dopo le quali, come tanti, anche io mi ritrovai senza lavoro.